I percorsi

AGGIORNAMENTO LUG2022  - A SEGUITO MODIFICA PERCORSO DOPO LA SALITA DA PE' DE SASS E SIVIGIA

Itinerario lungo e faticoso, segnalato con segni bianco/rossi, eccetto nel tratto sul greto del fiume che ha segnalazioni occasionali (l'alluvione del 2021 ha spostato interi massi) talvolta sostituiti da ometti di pietre: fare molta attenzione. Attenzione anche alle condizioni meteorologiche e all’innevamento che, ancora a inizio estate, può impedire il passaggio del passo. E' un percorso da affrontare solo in periodo estivo, in piena luce e con buone condizioni meteorologiche.

La Bocchetta della Teggiola si trova sul confine italo svizzero e venne utilizzata dai contrabbandieri e, durante la seconda guerra mondiale, dai partigiani.

ATTENZIONE: nell'album a QUESTO LINK trovate le foto scattate sul sentiero a giugno 2022 e la foto aerea da Google earth.

Difficoltà: E fino a Pe del Sass, poi EE per Sivigia e la salita e discesa della Bocchetta della Teggiola, di nuovo E la discesa da Foppate a Villa di Chiavenna.

Dislivello: in salita: 1250 m., in discesa: 1850 m. Notevole lo sviluppo orizzontale.

Tempo di percorrenza: 2h30 Casera – Pe del Sass, 1h30 Pe del Sass - Sivigia, 3 h Sivigia – Teggiola, 4h Teggiola - Foppate, 3h Foppate – Villa di Chiavenna.

Possibilità di spezzare l’itinerario bivaccando a Pe del Sass, a Sivigia e a Foppate.

Acqua: fontana al Brasca e a Curvegia, ruscelletti in alta quota (gli animali non pascolano da anni e l’acqua dovrebbe essere pulita), fontanile a Foppate.

Possibilità di Campeggio: A Pe del Sass, all’alpe Sivigia e a Foppate è possibile piantare qualche tendina. L'alpe Sivigia è vasta, ma un po' in discesa: NON piantare

le tendine sulla piazzola dell'elicottero di soccorso. Lasciare pulito in tutti i sensi.

 

Dalla Casera (1240 m.) si procede sulla pista fino al Rifugio Brasca (1304 m.). Da qui si segue la pista che tocca le baite di Coéder (1330 m.), prosegue a sinistra del bivio con palina indicatrice e termina in corrispondenza di un torrente che è necessario guadare. Quindi il sentiero attraversa un bosco rado fino a raggiungere, in località Curvégia, una zona con diversi ruscelli (1370 m) e una fontana sulla destra. Si prosegue sul fondovalle, inizialmente nel bosco e successivamente sul greto del fiume, dove è necessario individuare i segnavia bianchi e rossi, mantenendosi sempre sulla sinistra idrografica. Ad un certo punto si trova un masso con una scritta a vernice “Piantone” e una freccia a sinistra che indica il percorso al di là del fiume verso un enorme abete bianco secolare. Per Sivigia si prosegue lungo il fiume sempre sulla sinistra idrografica. Usciti dal greto si oltrepassa una zona di arbusti e accumuli di pietre, si percorre un tratto pianeggiante a fiano di un’alta parete da cui scendono numerose cascate filiformi e ci si avvicina, alla base di alcune pareti strapiombanti, a Pé del Sass. La traccia attraversa una gola, da cui comincia una gradinata che con alcuni tornanti s’inerpica sul pendìo parete giungendo al sommo del Doss de la Crùs (la croce è ora scomparsa). Si risale ora un bosco di larici e rododendri fino a sbucare nella conca di Sivigia. Il sentiero attraversa il torrente per un nuovo tracciato, più basso del precedente, rovinato dalle piene degli ultimi anni (per evitare di imboccare il percorso errato, dopo il Doss de la Crùs ed un tratto in costa, è stato posto un cavalletto con scritto Sivigia ed una freccia verso sinistra). Si giunge al pascolo dell'Alpe Sivigia e alle prime baite (1920 m.); superata una valletta si arriva alle ultime costruzioni (1939 m.).

Si attraversa il pianoro verso un canalone (il Caürgum) che si risale e sul pendio di destra giunge ad un bivio(2160 m.): a sinistra si prosegue per la Bocchetta della Teggiola, a destra si va al Bivacco Pedroni – Del Prà e al passo Trubinasca). Preso il sentiero a sinistra, si sale sul pendio pietroso e ripido fino ad una conca dove si trovano resti di costruzioni utilizzate anni fa dalla Guardia di Finanza (qui è possibile campeggiare in caso di emergenza) e con un ultimo tratto ripido su sfasciumi si giunge alla Bocchetta della Teggiola (2490 m.).

Scendendo sul lato della Val Bregaglia con molta attenzione il ripido canale per terreno molto instabile e scivoloso (sabbia, sfasciumi e pietre) o neve (talvolta anche in estate) si seguono i segnali tra pietraie e cespugli verso sinistra; dopo i primi alberi si giunge ad una radura con acqua a quota 1500 m. circa, poco sopra l'alpeggio di Foppate. Da qui per boschi e radure si superano le baite sparse di Monte del Lago, si attraversa Chete (680 m.) e si raggiunge la strada statale presso Villa di Chiavenna (640 m.).

 

 

Percorso inverso

Il percorso è fattibile anche in senso contrario con difficoltà e tempi analoghi. Il tratto su sfasciumi fino al passo della Teggiola è particolarmente faticoso.  Superata Sivigia, la parte immediatamente successiva del percorso è ripida ed esposta (prestare molta attenzione in caso di brutto tempo!). Discesa la scalinata e giunti a fondo valle (Pé del Sass), il sentiero è più agevole. Tuttavia in caso di piogge forti e continue non è opportuno percorrere il sentiero subito dopo Pè de Sass poiichè si trova all'interno del greto di un piccolo torrente prima e quindi del torrente Codera.